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Calcolo ai margini: infrastrutture vicine all’utente per prestazioni più rapide

Quando i dati vengono elaborati lontano dai luoghi in cui nascono (stabilimenti, negozi, sensori, veicoli), ogni azione subisce ritardi. Lo sviluppo di infrastrutture per il calcolo ai margini sposta una parte dell’elaborazione vicino alla fonte dei dati: piccoli centri di calcolo distribuiti, installati in sedi aziendali, punti di accesso di rete o cabine di alimentazione.

Latenza ridotta, minori congestioni verso il data center centrale e prestazioni migliori per applicazioni in tempo reale come manutenzione predittiva, automazione industriale, video-analisi, smart city e commercio al dettaglio sono il risultato di questa innovazione.


Che cos’è il calcolo ai margini (e perché conta)

Con calcolo ai margini si intende una architettura in cui una parte dei carichi applicativi, raccolta, filtraggio, analisi e decisione avviene in nodi locali distribuiti. Questi nodi scambiano solo i dati necessari con il cloud o con il data center aziendale, riducendo traffico e costi.
Per le imprese significa processi più rapidi, continuità del servizio anche in caso di connettività instabile e maggiore controllo dei dati sensibili.


Vantaggi del calcolo ai margini

  • Latenza più bassa: risposta quasi immediata per applicazioni critiche (controllo qualità su linea, robotica, veicoli).
  • Affidabilità operativa: i servizi locali continuano a funzionare anche se la connessione esterna è degradata.
  • Efficienza dei costi: si inviano al cloud solo i dati utili, riducendo banda e archiviazione.
  • Sicurezza dei dati: informazioni sensibili possono restare in sito, con minori rischi di esposizione.
  • Scalabilità graduale: si aggiungono nodi dove serve, senza riconfigurare l’intera rete.
Tecnico dati e mappa

Figure professionali coinvolte

  • Architetto di infrastrutture: disegna la topologia dei nodi ai margini e l’integrazione con il cloud.
  • Ingegnere di rete e sicurezza: garantisce connettività, segmentazione e protezione dei sistemi.
  • Sviluppatore applicativo: adatta i servizi per funzionare in modo distribuito e resiliente.
  • Data engineer / analista: costruisce pipeline locali per filtrare e valorizzare i dati in tempo reale.
  • Responsabile di progetto: coordina fornitori, tempi, budget e obiettivi di prestazione.

Esempi di applicazione

Industria manifatturiera – Le telecamere sulla linea inviano le immagini a un nodo locale che esegue controlli di qualità istantanei; solo gli esiti e i campioni vengono inviati al cloud per l’archivio e l’affinamento dei modelli di analisi.
Retail e punti vendita – Sensori e casse intelligenti analizzano il flusso clienti in negozio per regolare code, prezzi dinamici e scorte, senza rallentamenti dovuti alla rete.
Energia e città intelligenti – Colonnine di ricarica, illuminazione stradale e contatori dialogano con un nodo di quartiere che ottimizza carichi e consumi in tempo reale.
Sanità – Dispositivi in ambulatorio elaborano localmente segnali vitali e inviano al centro solo gli eventi rilevanti, riducendo tempi di triage e costi di trasferimento dati.


L’aumento dei dispositivi connessi e delle applicazioni che richiedono tempi di risposta immediati rende strategico il calcolo ai margini. Progettare oggi una architettura ibrida – nodi locali più cloud – permette di ottenere valore rapido dai dati, migliorare l’esperienza delle persone e creare basi solide per progetti di automazione e analisi avanzata.

AssoInnovatori APS sostiene le imprese e le pubbliche amministrazioni che siano interessati a valutare i casi d’uso, disegnare l’architettura, scegliere le tecnologie e misurare i risultati con indicatori chiari.