Innovation Manager in Europa

Innovation Manager 2026: la norma UNI 11841, le misure del MIMIT e la riapertura dell’albo

Il 2026 segna il passaggio definitivo della gestione dell’innovazione da “soft skill” a disciplina normativa codificata e certificabile. In questo approfondimento, analizziamo nel dettaglio le quattro grandi novità che ridefiniscono il ruolo: l’armonizzazione CEN, la certificazione di sistema ISO 56001, le nuove disposizioni Accredia e l’apertura degli sportelli MIMIT.

Se fino al 2025 la figura dell’Innovation Manager ha operato in un contesto di progressiva definizione, talvolta dai contorni sfumati, l’anno corrente rappresenta il momento della piena maturità normativa e strutturale. Non parliamo più soltanto di una qualifica professionale necessaria per accedere a determinati voucher, ma del perno centrale attorno al quale ruotano i nuovi Sistemi di Gestione dell’Innovazione (SGI). Le istituzioni nazionali ed europee hanno completato un disegno organico che vede la convergenza tra competenze individuali (certificazione della persona) e processi aziendali (certificazione del sistema), creando un ecosistema in cui l’improvvisazione non trova più spazio.

In questo report illustriamo le novità regolamentari recenti, fornendo ai professionisti, agli Innovation Manager iscritti agli elenchi ed alle imprese una guida operativa utile per navigare tra nuovi standard di qualità e le imminenti opportunità di finanza agevolata.

Da italiano ad europeo: la UNI 11814 diventa standard CEN

Il cambiamento più rilevante per la professione, e quello con le maggiori ripercussioni sul lungo periodo, è l’evoluzione della norma UNI 11814:2021. Nata come prassi di riferimento italiana per colmare un vuoto legislativo, nel corso del 2025 la norma ha completato il complesso iter di armonizzazione tecnica per trasformarsi in un vero e proprio standard europeo CEN (Comitato Europeo di Normazione). Questo passaggio non è formale, ma sostanziale: eleva la figura dell’Innovation Manager italiano allo stesso rango dei colleghi europei, abbattendo le barriere al riconoscimento delle competenze all’interno del Mercato Unico.

Questa internazionalizzazione comporta due implicazioni dirette ed operative per i professionisti italiani che intendono mantenere la propria competitività.

In primo luogo, il riconoscimento transfrontaliero: i requisiti di conoscenza, abilità e responsabilità definiti dalla norma sono ora validi in tutta l’Unione Europea. Ciò significa che una certificazione ottenuta in Italia diventa un passaporto professionale spendibile per progetti transnazionali, facilitando la mobilità e la partecipazione a consorzi internazionali complessi.

In secondo luogo, si assiste a una ridefinizione delle competenze core: in linea con il rigoroso Work Programme 2025 del CEN-CENELEC, i nuovi orientamenti normativi hanno integrato obbligatoriamente nel profilo dell’Innovation Manager competenze verticali su intelligenza artificiale responsabile (per garantire la compliance al nuovo AI Act europeo) e sulla sostenibilità ESG.

L’Innovation Manager del 2026 non è più solo un tecnologo o un facilitatore di processi creativi, ma diventa il garante etico e strategico dell’impatto ambientale e sociale dei processi innovativi che introduce in azienda.

La rivoluzione ISO 56001 e la circolare Accredia DC 14-2025

Fino a poco tempo fa, le aziende virtuose potevano scegliere di seguire le “linee guida” della ISO 56002, un documento di indirizzo utile ma privo di forza cogente. Oggi, lo scenario è radicalmente mutato con la pubblicazione della ISO 56001, che trasforma la gestione dell’innovazione in uno standard certificabile a tutti gli effetti, ponendolo sullo stesso piano normativo della ISO 9001 per la qualità o della ISO 14001 per l’ambiente. Le aziende potranno ottenere un “bollino” che attesta la loro capacità strutturale di generare valore continuo, utile al fine di distinguersi ed eccellere nelle filiere globali.

L’ente italiano di accreditamento, Accredia, ha disciplinato questo passaggio epocale attraverso la pubblicazione della Circolare Tecnica DC N° 14/2025 (Disposizioni per l’accreditamento degli Organismi di Certificazione dei Sistemi di Gestione dell’Innovazione). Questo documento stabilisce criteri estremamente stringenti per gli Organismi di Certificazione (OdC), i quali devono ora dimostrare di possedere competenze specifiche e verificate sui processi di innovazione per poter rilasciare certificati validi. Non sarà più possibile verificare l’innovazione con gli stessi schemi mentali della qualità standard: serve una comprensione profonda delle dinamiche di incertezza e rischio tipiche dell’R&D.

In questo complesso scenario, il manager certificato UNI 11814 assume una funzione critica. Diventa la figura chiave, spesso identificata come Innovation Management System Leader o Auditor interno, incaricata di allineare i processi aziendali ai requisiti della ISO 56001. È la figura chiave che permette all’azienda di superare l’audit, garantendo l’integrazione tra la norma professionale (la competenza della persona) e quella di sistema (l’efficienza dell’organizzazione).

Per approfondimenti tecnici e per scaricare il documento ufficiale, è possibile consultare la Circolare Accredia DC 14-2025 completa qui.

Certificazioni accreditate: aggiornamento dei registri 2026

Con l’innalzamento degli standard qualitativi e l’introduzione di nuove normative europee, anche il mantenimento della certificazione professionale diventa un percorso più rigoroso e selettivo. Al gennaio 2026, gli elenchi dei professionisti certificati presso i principali organismi accreditati (quali ad esempio CEPAS, DNV, Intertek, RINA e altri operanti sotto l’egida di Accredia) sono stati aggiornati per riflettere le nuove competenze richieste.

Le certificazioni emesse o rinnovate a partire da quest’anno seguono cicli di validità con scadenze proiettate al 2028-2029, ma la loro vitalità è subordinata a una sorveglianza annuale molto più attenta rispetto al passato. In particolare, viene posto un accento cruciale sulla formazione continua. I professionisti sono tenuti a dimostrare un aggiornamento costante relativo alle tecnologie abilitanti emergenti (come il quantum computing o l’IA generativa) e alle evoluzioni normative. Essere presenti in questi registri pubblici non è più un semplice plus curriculare, ma diventa una conditio sine qua non per operare con la pubblica amministrazione e per accreditarsi come fornitori affidabili all’interno di bandi complessi.

Finanza agevolata dal MIMIT 2026: “Accordi per l’Innovazione” e riapertura dell’albo

La qualifica professionale e la certificazione trovano la loro immediata applicazione pratica, e la loro monetizzazione per le imprese, nelle misure di finanza agevolata attivate dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT). L’inizio del 2026 vede la convergenza di diverse linee di finanziamento che richiedono esplicitamente una governance dell’innovazione strutturata.

Una data fondamentale è il14 Gennaio 2026, giorno di apertura dello sportello per i nuovi “Accordi per l’Innovazione”. Si tratta di una misura strategica fondamentale per sostenere progetti di Ricerca e Sviluppo di importo rilevante (spesso superiori ai 5 milioni di euro), che coinvolgono filiere industriali e centri di ricerca. Il bando richiede esplicitamente una capacità gestionale di alto profilo per la rendicontazione delle milestones tecnologiche: senza un Innovation Manager capace di orchestrare il consorzio, il rischio di revoca del finanziamento è elevato.

Un’altra grande novità riguarda la riapertura dell’elenco MIMIT: è stata confermata la riapertura dei termini per l’iscrizione all’elenco ufficiale degli Innovation Manager del Ministero. L’iscrizione a questo albo speciale è il requisito mandatorio per permettere alle PMI clienti di accedere ai Voucher Innovation Manager ed i contributi a fondo perduto destinati a coprire i costi della consulenza specialistica. Questa riapertura rappresenta un’opportunità cruciale per i nuovi professionisti certificati di entrare nel mercato dalla porta principale, offrendo ai propri clienti un vantaggio economico immediato.

Un ecosistema integrato per la competitività

Il 2026 ci consegna un ecosistema dell’innovazione profondamente trasformato, dove normativa tecnica (ISO/UNI), accreditamento di terza parte (Accredia) e politica industriale nazionale (MIMIT) sono finalmente e perfettamente allineati. Per l’Innovation Manager, questo scenario comporta indubbiamente maggiori responsabilità e oneri formativi, ma offre al contempo un riconoscimento di mercato senza precedenti. Non si tratta più di “improvvisare” l’innovazione sperando nel colpo di genio, ma di gestirla con rigore scientifico, metodologico e normativo.

AssoInnovatori APS si pone come punto di riferimento costante per l’aggiornamento su questi temi, supportando quotidianamente gli associati nella corretta interpretazione delle dinamiche ministeriali.


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